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La Galleria dei Quadri o del General Berthier, la Sala del Trono e la Sala delle Regine


Nel contesto del patrimonio artistico dell'Isola Bella e dell'Isola Madre, che annovera oltre 2.000 dipinti, la Galleria dei Quadri ha rappresentato, almeno dalla fine del Seicento ai primi decenni del Novecento, uno dei luoghi privilegiati per l'esposizione delle opere più importanti della raccolta Borromeo. Dopo essere stata chiusa per più di mezzo secolo, questa parte del palazzo che comprende alcuni camerini d'accesso riccamente decorati, la Sala del Trono e la Sala delle Regine, è stata riaperta al pubblico restituendo l'ultimo ordinamento espositivo documentato che risale agli anni intono al 1920-1930 circa.
Nel contesto del patrimonio artistico dell'Isola Bella e dell'Isola Madre, che annovera oltre 2.000 dipinti, la Galleria dei Quadri ha rappresentato, almeno dalla fine del Seicento ai primi decenni del Novecento, uno dei luoghi privilegiati per l'esposizione delle opere più importanti della raccolta Borromeo. Dopo essere stata chiusa per più di mezzo secolo, questa parte del palazzo che comprende alcuni camerini d'accesso riccamente decorati, la Sala del Trono e la Sala delle Regine, è stata riaperta al pubblico restituendo l'ultimo ordinamento espositivo documentato che risale agli anni intono al 1920-1930 circa. La Galleria include capolavori, opere d'arte di primo piano e, secondo una prassi ricorrente in altre collezioni nobiliari dell'epoca, alcune copie da grandi maestri del passato che documentano il successo duraturo degli artisti più illustri (Raffaello, Correggio, Tiziano, Guido Reni): centotrenta dipinti, una stereofonia pittorica che avvolge da ogni dove il visitatore, di storie, colori, emozioni.
Le ricche cornici intagliate e dorate che punteggiano le pareti della stanza sono parte integrante del progetto decorativo della Galleria.


Contigua alla Galleria è la sala del Trono così detta per la presenza del monumentale seggio in legno scolpito e dorato (secolo XVIII) sormontato da un baldacchino in seta ricamata (secoli XVII-XIX).
La sala è coperta da una volta a vela decorata a stucco con figure antropomorfe, conchiglie e motivi vegetali eseguiti da Francesco Maino e da altre maestranze lombarde cui sono dovuti anche gli stucchi del grande scalone di accesso al piano nobile, della Galleria dei Quadri e delle vicine Sale delle Regine.


Proprio la Sala della Regina, dove soggiornarono il re e la Regina di Piemonte Carlo Felice e Maria Cristina nel settembre 1828, stupisce il visitatore per i pirotecnici decori in contrasto con le sobrie linee dell'architettura esterna. La serie di composizioni floreali dipinte su lastre di marmo da Giovanni Saglier e dai suoi collaboratori, gli Amorini di Carlo Francesco o Giuseppe Nuvolone e la Madonna con il Bambino del Perugino, lasciano un ricordo di raffinata ricercatezza.
Con un gusto per la meraviglia ereditato dalla cultura manieristica ma tradotto con un fasto tipicamente barocco, Vitaliano VI, fondatore dell'isola Bella, ideò questa sala con la consapevolezza che i visitatori sarebbero rimasti incantati dai giochi ottici e cromatici delle pareti a specchi, intervallate da cristalli e pietre dure.